Tra memoria e legalità, a Campi salentina si è parlato di antimafia, con l’evento di Stazione47

CAMPI SALENTINA (LE) – Si è svolto a Campi salentina, lo scorso 21 ottobre, l’evento “Immaginiamo la legalità”, organizzato da Stazione47 - Accademia di Arti Visive della società cooperativa Factory47. Un appuntamento importante in cui sono intervenuti uomini e donne dello Stato, oltre a familiari di vittime di mafia e lo scrittore Leonardo Palmisano.


Ad aprire l’incontro i rappresentanti delle istituzioni locali, il Sindaco Alfredo Paolo Fina e il Presidente del Consiglio Comunale, Francesco Cantoro, insieme alle co-direttrici della stessa Accademia, Pamela Morgagni, Giusiana Ferrucci e Natascia Mosca.

Hanno poi preso la parola anche il Tenente dell’Arma dei Carabinieri di Campi salentina Porrelli, il Sostituto procuratore della Repubblica Rosaria Petrolo, Matilde Montinaro, sorella di Antonio, caposcorta di Giovanni Falcone, Pinuccio Fazio padre di Michele – giovane ragazzo di 16 anni ucciso nel 2001 per errore dalla criminalità organizzata barese – e Leonardo Palmisano, Direttore artistico del Festival Legalitria, giornalista, scrittore e autore di importanti inchieste sulle mafie. A moderare l’incontro è stato il direttore di Legacoop Puglia, Pasquale Ferrante.


Tutti significativi gli interventi degli ospiti, invitati a trattare tematiche tutt’altro che semplici, come la memoria e la legalità. L’incontro era rivolto in particolar modo ai giovani, presenti in buon numero – con i loro docenti –, frequentanti l’Istituto Comprensivo “Teresa Sarti” e l’Istituto Tecnico Economico "A. Volta" di Campi Salentina.


Un concetto è stato esposto e ripetuto da tutti: “Dal tunnel della mafia, una volta entrati, non si esce più”, a riprova di quanto le organizzazioni criminali siano forti e tentacolari, tanto nella società quanto sui suoi membri. In più, come ha tenuto a specificare il Tenente Porrelli dell’Arma dei Carabinieri di Campi salentina: “Il miraggio del guadagno facile – che abbaglia giovani e meno giovani – non esiste”. Sottolineature rilevanti, specie in un momento storico come quello attuale, a dir poco difficile per i comparti lavoro ed economia.


In un lungo intervento si è intrattenuto il Direttore artistico del Festival Legalitria, Leonardo Palmisano. Tra gli altri aspetti su cui ha approfondito, Palmisano ha ricordato come le infiltrazioni mafiose nella politica e nelle Pubbliche Amministrazioni compromettano la natura stessa della democrazia, e quanto lo stesso valga per l’economia, in questo caso contro la libertà di impresa. Altro focus, invece, la questione sostanze stupefacenti, relativamente a quanto il loro commercio garantisca alle mafie una grandissima quantità di soldi liquidi – gli stessi utilizzati per corrompere e “drogare” l’economia -, e per ciò che riguarda gli ultimi rapporti della Dia – Direzione Investigativa Antimafia e della Dda – Direzione distrettuale antimafia. Entrambi gli organismi, infatti, rilevano un aumento straordinario nel consumo di stupefacenti diversi dalle “classiche” sostanze.


Momenti toccanti sono stati quelli dedicati a Pinuccio Fazio e Matilde Montinaro! Il primo, padre di Michele. Matilde Montinaro era invece la sorella di Antonio, poliziotto e componente della scorta di Giovanni Falcone, assieme al quale perse la vita il 23 maggio 1992 nell’attentato dinamitardo allo svincolo di Capaci.


Cariche di forza le parole di Pinuccio e Matilde, piene di voglia di verità e cambiamento, per una società italiana dilaniata dalle criminalità organizzate e dalla complicità di certe parti delle istituzioni. Per Pinuccio, chiudersi nel dolore e nella rabbia significa solo aiutare le mafie a crescere, per questo lui e la sua famiglia non hanno mai taciuto su ciò che sapevano e che riguardava il caso del figlio, alla ricerca della verità e non della vendetta, ovvero la logica della criminalità organizzata. Sulla stessa linea, Matilde, secondo la quale bisogna trasformare il dolore in impegno, perché quanto accaduto possa essere un testimone, utile a raggiungere l’obbiettivo: la verità e la giustizia!


Da scrivere e riscrivere sulle lavagne e imprimere nella mente di tutti noi, invece, due concetti semplici ma dirompenti: “Renderemo vera e viva la memoria, quando avremo la forza di far diventare l’accaduto realmente Storia, dando così un significato pieno alle parole legalità e amicizia”. E ancora: “È attraverso le storie che l’hanno attraversata e l’attraversano, che si riesce a conoscere la propria terra, e da qui difenderla meglio”.


L’evento ha visto anche l’intervento del fotografo professionista e responsabile della Scuola di Fotografia dell’Accademia di Stazione47 Lorenzo Papadia, su cinema e fotografia nell’antimafia, prendendo in prestito alcune scene di Gomorra, la celebre serie sulla camorra napoletana e alcune dei più significativi scatti della fotoreporter Letizia Battaglia. Papadia ha parlato ai giovani presenti in sala, proponendo una visione ampia e critica delle immagini che ci propone il cinema o i media. La fotografia, come il cinema e l’Arte tutta, sono linguaggi che possono aiutare i più giovani ad allontanarsi dalla criminalità e hanno il potere di farsi portavoce di messaggi importanti.


“Immaginiamo la legalità” non si è però esaurito il 21 ottobre scorso! Infatti, su richiesta dei docenti del Sarti e del Volta di Campi salentina, l’appuntamento verrà portato tra le mura scolastiche, per un impatto civico ancora più importante e diffuso, continuando a diffondere l’Arte come linguaggio di grande impatto verso i giovani.

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