Il complotto delle scie chimiche

*Articolo realizzato da Letizia Boccarella, nell'ambito del Progetto "Crescere informando", presentato da Camera a sud APS e finanziato dalla Regione Puglia, a valere sull'Avviso Pubblico “BELLEZZA E LEGALITÀ PER UNA PUGLIA LIBERA DALLE MAFIE” – POR PUGLIA 2014-2020 Asse IX.


Dalla nascita del World Wide Web, la rete è cresciuta in modo esponenziale e le informazioni circolano oggi a velocità impressionante, questo fa si che nascano storie e leggende in un modo ancora più veloce. La difficoltà di verificare nel Web le fonti delle notizie ha portato in pochi anni alla diffusione di centinaia di storie improbabili riguardanti la quotidianità. 


Una storia che ha colpito molto e che continua a presentarsi riguarda le scie chimiche.


Una scia chimica (Chemical Trail = Chemtrail) è definita come una scia di colore variabile, rilasciata da un aeroplano che viaggia a bassa quota, composta da sostanze chimiche dannose per la salute umana.


Le chemtrails sono dotate di caratteristiche che consentono di distinguerle dalle scie di condensa (Condensation Trails =Contrails), che si formano quando il vapore acqueo, contenuto nei gas di scarico degli aeroplani, condensa e solidifica. Ciò avviene a delle temperature molto basse, circa a -40° rilevabili ad altezze di circa 7500-12000 m. Tali funzioni di queste scie non sono mai state chiarite completamente dai sostenitori del complotto, che hanno avanzato diverse ipotesi spesso in contraddizione tra loro.


Nonostante l’esistenza delle scie chimiche debba ancora essere dimostrata, molti complottisti hanno già provato a indicarne la composizione chimica. Le sostanze irrorate sarebbero: bario, alluminio, quarzo, virus, batteri, globuli rossi essiccati, fibre di vetro, poliestere, protozoi, sodio, calcio, cloro, fosforo, rame, zinco, oro, argento e l’elenco potrebbe continuare citando ancora quasi 50 sostanze. Ogni giorno migliaia di aerei rilascerebbero sulla nostra testa migliaia di tonnellate di materiali diversi senza che nessuno se ne accorga.


Se 10 anni fa si sosteneva che le scie servivano per avvelenare la popolazione mondiale con un pesticida, oggi gli scopi si sono moltiplicati parallelamente al numero delle presunte sostanze irrorate. Uno degli scopi che viene maggiormente denunciato è la modifica del clima: le scie chimiche verrebbero utilizzate come arma per provocare catastrofi ambientali o prolungati periodi di pioggia (o siccità); le scie verrebbero usate sia per far ammalare la popolazione mondiale a vantaggio delle ditte farmaceutiche (diffondendo nei cieli “sangue essiccato”), sia per diffondere vaccini; c’è chi sostiene che siano la causa della morte delle api. 


Per trattare la questione correttamente, è necessario distinguere il controllo climatico da quello dei fenomeni atmosferici. Il clima è l’insieme delle condizioni atmosferiche (temperatura, umidità, pressione, venti, eccetera) che caratterizzano una determinata regione geografica, e tali condizioni determinano la flora e la fauna, così come influenzano le varie attività. I fenomeni atmosferici sono invece la pioggia, il vento e le nubi, i quali, modificati a livello locale per tempi molto limitati, non possono provocare un più generale cambiamento climatico. È il clima che cambiando, influenza i fenomeni atmosferici e non il contrario.


Le tecnologie attuali permettono di modificare alcuni fenomeni atmosferici su piccola scala: un metodo classico è rappresentato dall’uso di razzi antigrandine per proteggere le coltivazioni. L’uso di questi metodi è costoso e spesso poco efficace, ma in occasioni particolari può rivelarsi utile. Questi metodi, nonostante siano complessi non sono permanenti, infatti dopo pochi minuti l’effetto sparisce.

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