La Ministra Bernini a Lecce: le rappresentanze dell’UDU le consegnano il manifesto “Da zero a cento”

Riceviamo e pubblichiamo:


Il 18 novembre è la data nazionale di mobilitazione studentesca, la prima dall’insediamento di questo governo. Storicamente la data per dare luogo a richieste, rivendicazioni ed esigenze della componente studentesca. Dalla scorsa estate l’organizzazione nazionale dell’UDU si è impegnata nella stesura di un manifesto, cento proposte su diritto allo studio, didattica, ambiente, mondo del lavoro e spazi sicuri.


Le richieste spaziano dall’abolizione del numero chiuso, al superamento della valutazione numerica, dall’istituzione di una carta per studenti tirocinanti, all’efficientamento energetico dei plessi universitari, con ampio spazio concesso all’istituzione di sportelli di supporto psicologico, implementazione delle carriere alias e abbattimento delle barriere architettoniche.


Le proposte sono state inviate a tutte le forze politiche indistintamente dall’appartenenza. Nessuno dei membri dell’attuale maggioranza di governo ha sottoscritto il manifesto.

Dichiara Marinella Milia, esecutivo di UDU Lecce: “Abbiamo deciso di riprovarci, di sfruttare la presenza della Ministra Bernini oggi a Lecce per riportare l’attenzione sui temi che poniamo. Nessuno ha ascoltato noi studenti sulle questioni che ci riguardano, abbiamo delle idee precise su un sistema universitario che troppo spesso non ci tutela”.


La ministra ha incontrato le rappresentanze di UDU all’interno del Teatro Apollo dopo la fine della cerimonia per il “Premio Nazionale delle Arti”, ha affermato di essere ben disposta al confronto e all’ascolto e di essersi già apprestata a convocare la prima seduta del Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari.


Conclude Marinella Milia: “Speriamo che queste occasioni di confronto siano proficue, pretenderemo ascolto, soprattutto alla luce dell’imminente approvazione della legge di Bilancio, potrebbe essere questa l’occasione per rivedere gli stanziamenti su università e ricerca, sulle borse di studio, gli spazi universitari e i servizi agli studenti. Noi siamo disponibili a portare ovunque le nostre proposte, ora tocca alle istituzioni”.

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