Carne da cannone, di Francesco Palmieri

Carne da cannone

Noi sapevamo di essere di-versi

  Materialmente fatti di versi. Dagli Altri.

 

Noi sapevamo di dare fastiDio a Dio

     Perché smorzammo la lampada ad olio

     Ponendo sul podio

     Calici colmi di odio

     Condanna del nostro ripudio.

 

Noi sapevamo di esser più simili ai Satiri

      Nell'abolire i timidi

      Per allibire Bacco.

      Nell'avvilire i limiti

      Per abortire Isacco.

 

Noi sapevamo la nostra condanna, già scritta

      Carne da cannone

      Una lenta esecuzione

      Che l'orgoglio s'azzitta!

 

Carne da cannone, non può essere altrimenti

      Per come sei.

Carne da cannone per tutti gli armamenti

      Per galere e galatei.

 

Ma sei carne da cannone senza pentimento

Carne da cannone e scrivi il testamento

Carne da cannone per amore dell'accento

      Perché c'hai talento

Carne da cannone se soffiamo siamo il vento.

 

Carne da cannone per un Dio violento

      Per il Generale Inverno

Carne da cannone e c'è sempre uno contro cento.

 

Minoranza in eclissi...

Che ha solo queste ossa da portarsi appresso

Perché è diversa la nostra idea di possesso.

 

      Carne da cannone, SPARA!

      E l'orgoglio s'azzitta.

 

Siamo quella schiera che respira a stento

      Coi polmoni più forti degli altri

      Ma allergici al cemento

      Con gli occhi più grandi degli altri

      Chiusi con polvere da Spavento.

 

      Carne da cannone, SPARA!

      E l'orgoglio s'azzitta.

 

Torna a scavare più affondo

Torna a sognare quel mondo

      In cui non vince chi più grida e spara

      Ma chi più sogna e spera.

 

Per aspera ad astra

L'adagio c'incastra ad esser noi stessi

      A sciogliere i versi

      Slegare i costretti

      Legare i corrotti

      E mordergli il culo con denti perfetti

      Scoccando fendenti nei petti

      Di quei maledetti.

 

      Sei carne da cannone, SPARA!

      E l'orologio s'azzitta.

 

Allora sul foglio

Non temo lo sbaglio

   Scrivo col rosso

   Più fitto che posso

 

      Formule alchemiche

      Antiche chimere

      Amiche megere

      Di Americhe ancor da scoprire.

 

Ermetiche, armate

Di liriche chimiche

Chi vi esorta a sortire.

 

Risorsa sarete tra i versi

Di chi alza vessilli con femori e teschi

Inneschi per fuochi di-versi

Accenni gloriosi per nuovi Universi.

 

      Carne da cannone, SPARA!

      E l'orologio s'azzitta.

 

Perché di una buona cosa

Non si faccia una giusta causa

Ma la si faccia e basta

Ho bisogno di competenti in Amore

E non di bandiere all'asta

O di chi resta fermo alla finestra.

 

Riconoscendo la nostra Anima talmente vasta

      Più dell'odio che ci devasta

      Del futuro che ci sovrasta

      Della nostra esistenza guasta

Armeremo ogni rima

      Con la catasta dei libri

      Rimasta in testa....

 

GUERRA E BASTA!

 

      Carne da cannone, SPARA!

      E l'orgoglio s'azzitta.

 

 

Francesco Palmieri

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