Questo è il mio Sud, di Giuseppe Cyrano1983

Questo è il mio Sud

Questo è il mio Sud.
Giare di terracotta
rossa, come la campagna
oltre i confini di sottili
lingue di sale,
di serpi ai pozzi,
di strade bianche,
arse nel meriggio
da un qualche
sempiterno
Dio pagano.
Questo è il mio Sud.
Ulivi secolari,
guardiani di Pajare,
si ergono dai muretti
a secco, maestranza
di schiene curve,
consumate dal tempo
e dalla fame.
L'antico ragno
s'insidia nell'uomo
costruttore di altari
che smorzano
l'agitare delirante
di bianche vestaglie.
Il passo avvelenato
al ritmo febbricitante
di lingue mai parlate
scuote le membra
scomposte nella folla,
attorcigliate tra un violino
che cura e un flauto
che culla.
Questo è il mio Sud.
E questi i tamburi,
artiglieria dell'anima,
echeggianti
nelle notti afose
di fine giugno
implorano la quiete,
gli occhi, la mestizia.
Santu Paulu meu,
Santu Paulu meu,
fanne la grazia!


Giuseppe Cyrano1983
 

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