Si è conclusa la miniolimpiade di Aics Lecce per Samìa, lo sport è integrazione

Dopo una settimana all’insegna dello sport come strumento di integrazione si è conclusa la miniolimpiade organizzata dal Comitato provinciale di Aics Lecce. Il Campo Montefusco – Coni di Lecce è stato teatro di gare sportive che ha visto protagonisti studenti delle scuole medie di Lecce, Melendugno e Borgagne, e beneficiari dei centri di accoglienza salentini.


La miniolimpiade targata Aics Lecce ha dimostrato quanto importante possa essere lo sport quando i suoi valori universali vengono proposti nella maniera più pura, tra questi quello dell’integrazione di culture e provenienze diverse. Grandi e piccini hanno condiviso momenti di agonismo sportivo e divertimento, tutti all’insegna del rispetto reciproco e della solidarietà.

È stata una settimana emozionante, piena di sport, cultura e integrazione – spiega Matteo Pagliara, Presidente di Aics Lecce. Hanno partecipato centinaia di ragazzi e ragazze, ed è stato anche un modo per far conoscere le storie dei migranti che abitano il nostro territorio.”


L’entusiasmo di tutti i partecipanti si è percepito sin dalle prime gare di calcio e pallavolo, che hanno aperto la manifestazione nella mattinata di martedì 8 novembre. E così è proseguita la miniolimpiade, nella quale la forza di studenti e migranti si è mostrata limpida e chiara, proprio come la loro voglia di abbattere quei muri che spesso vengono costruiti, che vanno invece superati per una società più accogliente, solidale e veramente universale.


Era questa la prima edizione, ma è già arrivata la richiesta di rendere “Nella scia di Samìa” un appuntamento da ripetere nei prossimi anni. Desiderio espresso direttamente da chi è stato coinvolto ed ha vissuto questa esperienza carica di emozione e significato.


Non solo lo sport in questa settimana! Giovedì sera, a Crocevia, Fran Kourouma ha messo in scena lo spettacolo teatrale che racconta il suo viaggio dalla Guinea Conakry a Bruxelles, passando per il Salento. Una storia anche di violenze subite e resistenza, speranza di raggiungere una meta più sicura e accogliente. Non è tutto! Infatti, grazie all’artista Chekos, con la collaborazione attiva di migranti e studenti, è stato realizzato un murales raffigurante il volto di Samìa, l’atleta somala a cui è stata dedicata questa miniolimpiade. Come la manifestazione stessa, questa opera ha l’intento di far conoscere storie simili a quella di Samìa, ovvero coloro che scappano dai Paesi d’origine per motivi umanitari alla ricerca di una vita diversa, più sicura e pacifica.


“Nella scia di Samìa” ha dunque raggiunto lo scopo prefissato, ha unito le forze e i valori di studenti e migranti, organizzatori e collaboratori. Tutti hanno contribuito perché lo spirito sportivo fosse la pietra miliare di questa miniolimpiade, perché la società nel suo complesso possa comprendere quanto sia importante la condivisione di momenti costruttivi e solidali.

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